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Repubblica di Verandia
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Governo di VerandiaPresidenza del Consiglio dei Ministri 7 giugno 2028
Decreto ministeriale · D.M. n. 7/2028

Decreto per la riduzione della tensione sociale, la mediazione dei conflitti e il rafforzamento della fiducia tra cittadini e istituzioni

· Ministero dell'Interno

Art. 1 Finalità

Il presente decreto introduce misure urgenti per ridurre la tensione sociale, prevenire gli scontri, favorire il dialogo tra le parti e rafforzare la fiducia nelle istituzioni, garantendo il rispetto dei diritti fondamentali.

Art. 2 Tavoli territoriali di dialogo

1. Presso le prefetture sono convocati tavoli di confronto con sindaci, rappresentanti dei lavoratori, imprese, associazioni, organizzazioni civiche e rappresentanti delle comunità locali.

2. I tavoli individuano le principali cause di tensione e formulano proposte operative, con particolare attenzione alle aree interessate da disoccupazione, conflitti sul lavoro, insicurezza e difficoltà nell’accesso ai servizi pubblici.

Art. 3 Mediazione preventiva

1. Le autorità territoriali promuovono interventi di mediazione nei conflitti collettivi, con particolare riguardo a manifestazioni, vertenze lavorative e controversie locali.

2. La mediazione non limita il diritto di manifestare pacificamente né sostituisce gli strumenti di tutela previsti dalla legge.

Art. 4 Gestione delle manifestazioni

1. Le forze dell’ordine privilegiano comunicazione preventiva, de-escalation e proporzionalità degli interventi.

2. Sono promossi referenti di contatto con gli organizzatori delle manifestazioni, al fine di concordare percorsi, modalità di svolgimento e misure di sicurezza. Ogni intervento coercitivo deve essere necessario, proporzionato e conforme alla legge.

Art. 5 Presenza istituzionale nelle aree più esposte

1. Le prefetture individuano le comunità nelle quali si registrano maggiori tensioni e coordinano una presenza istituzionale più costante, attraverso incontri pubblici, ricevimento delle segnalazioni e pattugliamenti di prossimità ove necessari.

2. Le misure devono rispondere a esigenze documentate e non possono basarsi su discriminazioni per origine, nazionalità, opinioni politiche o appartenenza sociale.

Art. 6 Canale per segnalazioni e reclami

1. È attivato, utilizzando le strutture esistenti, un canale accessibile per segnalare episodi di tensione, minacce, disservizi e comportamenti scorretti.

2. Le segnalazioni sono trattate con riservatezza e secondo la normativa applicabile. Non è consentita la creazione di schedature generalizzate dei cittadini o di archivi fondati sulle loro opinioni o appartenenze.

Art. 7 Trasparenza e fiducia nelle forze dell’ordine

1. Il Ministero promuove la formazione del personale in comunicazione, gestione dei conflitti, tutela delle persone vulnerabili e intervento non discriminatorio.

2. Le autorità competenti pubblicano, nei limiti consentiti dalla legge, resoconti aggregati sulle iniziative svolte, sui reclami ricevuti e sulle misure adottate, tutelando i dati personali e le indagini in corso.

Art. 8 Impegni e verifica

1. Entro trenta giorni dall’entrata in vigore, le prefetture trasmettono al Ministero una relazione sulle principali criticità territoriali e sulle iniziative avviate.

2. Dopo novanta giorni, il Ministero verifica l’andamento delle tensioni, la partecipazione ai tavoli di dialogo e i risultati degli interventi, individuando eventuali correzioni.

Art. 9 Copertura finanziaria

1. Le attività previste dal presente decreto sono svolte prioritariamente con il personale e le risorse già disponibili presso il Ministero dell’Interno e le amministrazioni territoriali.

2. Eventuali spese aggiuntive sono autorizzate soltanto previa verifica della disponibilità effettiva di bilancio, mediante riallocazione di risorse non impegnate e non essenziali, senza introdurre nuove imposte né ricorrere a nuovo indebitamento.

Ministro dell'Interno
David Draghi